sabato 25 luglio 2026

I lavoratori contro i bolscevichi

Recensione di Adam Buick in The Socialist Standard luglio 2008 del libro The Russian Revolution in Retrait, 1920-24. Soviet workers and the new communiste elite, di Simon Pirani. (Routledge, Londres, 2008).


Una delle conseguenze della caduta del capitalismo di Stato in URSS all'inizio degli anni 90 è stata l'apertura degli archivi dell'antico regime, compresi quelli della sua polizia segreta. Questo libro è uno studio appassionante, basato sui resoconti delle riunioni dei soviet e dei consigli di fabbrica e anche sui rapporti di polizia, della lotta condotta dai lavoratori nel periodo 1920-24 per difendere  i loro interessi sotto, e a volte contro, il governo bolscevico. Pirani descrive anche gli inizi dell'evoluzione dei membri del partito bolscevico come nuova classe privilegiata.


Nel 1920 e 1921, durante la guerra civile e le sue immediate ripercussioni, le condizioni di vita in Russia erano molto difficoltose. I lavoratori erano pagati in natura, ma le loro razioni arrivavano spesso in ritardo e erano a volte ridotte, da qui le proteste e gli scioperi, che il governo bolscevico era pronto a tollerare, purché fossero puramente economici e non contestassero il suo potere. Il governo era particolarmente nervoso nel 1921, al tempo della rivolta di Kronstadt, le cui rivendicazioni per delle elezioni libere ai soviet e un rilassamento della proibizione del commercio privato riscuotevano le simpatie di numerosi lavoratori. Di fatto, durante le elezioni (che erano un po' libere) ai soviet quell'anno, i membri di altri partiti (menscevichi, socialrivoluzionari, anarchici) e dei militanti senza partito progredirono a spese dei bolscevichi. Pirani concentra la sua attenzione su questi "senza partito" che sembrano essere stati dei militanti di fabbrica che volevano dedicarsi alle questioni economiche, ma con una comprensione sottile del rapporti di forze e di ciò che poteva essere ottenuto dal governo.

Nel 1923 il governo soppresse le altre parti, con i loro militanti nelle fabbriche che non potevano più né presentarsi alle elezioni né agire apertamente. Pirani commenta: "Nessuna organizzazione non comunista aveva ancora agito apertamente a Mosca prima della fine del periodo sovietico". I senza partito sopravvivessero qualche tempo mentre i bolscevichi tentavano di attirarli al loro partito. L'opposizione politica che sussisteva era limitata ai bolscevichi dissidenti, dentro e all'esterno del partito, qualcuno di loro adottò una posizione filo lavoratori per quel che concernevano i salari e le condizioni di lavoro, ma alla fine, anch'essi, furono perseguitati e andarono a raggiungere i membri degli altri partiti politici nei campi di lavoro dell'Asia centrale e della Siberia.

La posizione di Lenin era tipica di quella che egli aveva adottato 20 anni prima nel suo celebre libello Che fare?: non ci si può affidare ai lavoratori per conoscere i loro propri interessi e la determinazione di questi interessi deve essere affidata a una élite intellettuale d'avanguardia. Pirani riassume così una parte del discorso di Lenin all’11° Congresso del Partito bolscevico nel 1921: "Lenin considerava che la classe lavoratrice russa non poteva essere validamente considerata come proletaria. Spesso quando si dice 'lavoratori', si pensa che ciò voglia dire proletario di fabbrica. Non è sicuramente questo il caso, egli diceva. Una classe lavoratrice come Marx la descriveva non esisteva in Russia secondo Lenin. Ovunque si guardasse, i lavoratori delle fabbriche non erano dei proletari, ma diversi elementi di passaggio". 

Pirani fa osservare che "la conseguenza pratica di questa posizione era che la presa di decisioni politiche dovrebbe essere concentrata tra le mani del partito". Questa distinzione tra la classe lavoratrice reale (nella quale non si può aver fiducia) e "il proletariato" (organizzato in un partito d'avanguardia che ne sa di più) è stata da allora trasmessa a tutti i gruppi leninisti ed è stata utilizzata allo scopo di giustificare la dittatura del partito sulla classe lavoratrice. 

Il libro di Pirani merita di essere letto da tutti coloro che pensano, o che vogliono confutare, che lo Stato in Russia sotto i bolscevichi abbia potuto essere caratterizzato come "operaio". I lavoratori laggiù dovevano sempre tentare di difendere i loro salari e le loro condizioni di lavoro contro questo Stato, anche al tempo di Lenin e di Trotsky.

Adam Buick

10 commenti:

  1. ‘’in particolare i leninisti dovunque sono arrivati al potere hanno rafforzato lo Stato invece che limitarne i poteri come avrebbe voluto Marx. I compagni anarchici non hanno proprio tutti i torti’’ https://radicalsocialismo.org/2026/07/22/stato-e-anarchia/ - ‘’Molti a sinistra pensano che i DSA di Sanders e Mamdani siano un’organizzazione socialdemocratica, intendendo con questo termine un partito di sinistra moderata e riformista che intende riformare il capitalismo invece di superarlo. In realtà ciò non corrisponde al vero. I DSA hanno nel loro statuto il superamento del sistema capitalistico’’_’’loro obiettivo non è riformare il capitalismo, ma superarlo con mezzi democratici’’_’’ rivendicazioni: dal salario minimo alla sanità pubblica e gratuita per tutti. Legando però la lotta per queste riforme alla prospettiva socialista di superamento del capitalismo’’_’’socialisti democratici statunitensi, che stanno diventando la prima forza politica del Paese, facendo tremare Trump ma anche l’intero establishment democratico’’ https://radicalsocialismo.org/2026/07/08/la-socialdemocrazia-non-centra-un-bel-niente/ /// in questo momento storico temo che negli USA molti stiano vivendo una ennesima illusione… illusione (temo), del crollo del sistema capitalistico tramite progressiva vittoria dei DSA. illusione di un DSA che sia anti-capitalista e quindi anche anti-leninista ma, in realtà, un pur sincero anti-leninismo come praticamente propugnato dai DSA paradossalmente sarebbe in realtà un ennesimo pro-leninismo (pro-capitalismo). perché temo che non ci sia da farsi illusioni… un efficace riformista miglioramento della società probabilmente rinforzerebbe il capitalismo e automaticamente sminuirebbe l’ondata parallela anti-capitalista. su questo, mi sembra, ideologia definita ‘’impossibilismo’’ sarebbe molto chiara // DSA=leninismo !?

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  2. Marx voleva proprio abolirlo lo Stato, non solo limitarne i poteri.

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  3. io penso che non sappiamo cosa volesse veramente Marx. a parole si può dire di volere certe cose, e poi operare in maniera diversa ‘’Gli intellettuali che oggi continuano a difendere la purezza originaria di Marx, separando nettamente la teoria dalla pratica dei gulag e delle purghe, compiono un’operazione di rimozione storica e intellettuale. I testi parlano chiaro: l’idea che la rivoluzione debba passare attraverso una fase di “interventi dispotici”, attraverso la concentrazione di ogni potere economico e politico nelle mani dello Stato’’ ‘’pianificazione centralizzata e autoritaria, esaltata nei testi marxiani’’ ( https://radicalsocialismo.org/2026/08/16/marxismo-e-anarchiaa/ )

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  4. Quali sarebbero questi testi marxiani? Casomai leninisti.

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  5. non so quali testi marxiani, evidentemente si potrebbe anche dubitare dell’’affidabilità di ciò che avrebbe scritto tale Stemer Malduver

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  6. Gli anarchici tendono a non fare distinzione tra Marx e Lenin.

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  7. io su internet, vero o falso che sia, su Karl Marx ho trovato anche questo ‘’Karl Marx era anche egli un adepto di questa setta. Infatti risulta, proprio, che fosse iscritto alla Loggia massonica "Apollo" di Colonia.
    Carlo Marx: il cui vero nome era Kiessel Mordechai, fu iniziato alla "Loggia Apollo" di Colonia. Il suo "Manifesto Comunista" non è altro che la codificazione del programma e dei principii rivoluzionari che aveva stabiliti, settant’anni prima, il fondatore degli Illuminati di Baviera, Adam Weisshaupt. Carlo Marx, nel periodo della stesura del Manifesto Comunista, appartenenva alla Lega degli Uomini Giusti, un gruppo misterioso che non era altro che un succedaneo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, costretti a ritirarsi nella clandestinità dopo esser stati smascherati dalla polizia bavarese, nel 1786. Nell’Enciclopedia ebraica si legge che Mazzini e Marx furono incaricati di preparare l’indirizzo e la costituzione della "Prima Internazionale" (Comunista). Nel 1847, gli "Illuminati inglesi" affidarono a Marx ed Engels il compito di rielaborare i princìpi della setta in forma nuova e "scientifica", mentre i finanziamenti necessari per la pubblicazione del "Manifesto Comunista" provennero da Clinton Roosevelt e Horace Greely, entrambi membri della "Loggia Columbia", fondata, a New York, dagli Illuminati di Baviera’’. con notizie del genere che circolano in rete, non avremmo da stupirci troppo di persone che facilmente equiparino Marx e Lenin nonostante l’ignoranza di testi scritti di Karl Marx

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  8. 'Con notizie del genere che circolano in rete, non avremmo da stupirci troppo di persone che facilmente equiparino Marx e Lenin nonostante l’ignoranza di testi scritti di Karl Marx.' Hai perfettamente ragione. Si puo' leggere di tutto su internet, ma, fortunatamente, e' roba che poche persone prendono sul serio. Il nostro dovere e' di continuare a proporre il caso per l'abolizione dello stato e del salariato (come faceva Marx), e per l'instaurazione di un sistema di accesso libero a tutte le necessita' della vita che soppiantera' il capitalismo con il suo mercato e la sua disuguaglianza sistemica.

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  9. mi sembra difficile capire se nei rapporti storici tra anarchici e marxisti ci furono contrasti: (in buona fede) banalmente derivanti da incomprensioni, o se proprio una delle due parti fosse in mala fede (e quindi segretamente ‘’pro-capitalismo’’) per seminare confusione nel genuino campo anti-capitalista. - da wikipedia: ‘’Sia secondo Bakunin e Proudhon che secondo Marx, bisogna superare il capitalismo ed abolire lo Stato in quanto sistemi gerarchici, ma secondo Marx bisogna passare prima attraverso una fase di transizione socialista chiamata “dittatura del proletariato”. Nonostante le somiglianze e l'unità tra le due fazioni, nell'Ottocento, tra queste vi erano continui scontri filosofici’’ ‘’Bakunin individuò i possibili equivoci alla nozione di Marx di dittatura del proletariato. Secondo Bakunin il marxismo era l'ideologia di quella che chiamava "élite della classe dominata", avviata a diventare classe dominante a sua volta e in particolare era l'ideologia degli intellettuali sradicati. La conquista del potere da parte dei marxisti, secondo Bakunin, avrebbe portato non alla libertà ma a una dittatura tecnocratica. «Se c'è uno Stato ci deve essere per forza dominio di una classe sull'altra... Che cosa significa che il proletariato deve elevarsi a classe dominante? È possibile che tutto il proletariato si metta alla testa del governo?»’’ ‘’ «Marx è un comunista autoritario e centralista. Egli vuole ciò che noi vogliamo: il trionfo completo dell'eguaglianza economica e sociale, però, nello stato e attraverso la potenza dello Stato, attraverso la dittatura di un governo molto forte e per così dire dispotico, cioè attraverso la negazione della libertà.» Engels rispose alle accuse nella sua Critica del Programma di Gotha, spiegando perché non si possa abolire subito lo Stato e come sia necessario servirsene per sconfiggere il nemico e solo poi, raggiungere la libertà completa’’ / e su reddit in discussioni su Karl Marx ho anche trovato questo commento ‘’Je suis franc-maçon, et je connais assez bien notre histoire. Je n'ai jamais entendu dire, au sein de la franc-maçonnerie, que KM en était membre. Il était athée, ce qui l'aurait empêché d'être membre de la franc-maçonnerie régulière.’’ // secondo me, poco importa che KarlMarx fosse massone oppure no, nel senso, le cospirazioni anti-massoniche sarebbero ormai non poco diffuse a livello sociale, e ormai temo che, in attività propagandiste, anche il richiamo alla ideologia marxista rischierebbe di allontanare le persone dalla genialità della ideologia ‘’impossibilismo’’. io propendo verso idea di opportunità di propaganda di ideologia di ‘’ impossibilismo ‘non marxista’ ‘’, cioè cercare di svegliare la gente (senza citare Marx) sulla possibilità teorica/pratica anche di una società che prosperi senza esistenza di valuta/currency ma anche senza cripto valuta/criptocurrency (le criptomonete tanto reclamizzate da quelli del MovimentoLibertario) e perfino senza baratto/barter . può essere che in futuro si profili (se non esiste già) esistenza/necessità di una corrente politica ‘’impossibilista non marxista’’ accanto a quella classica storica ‘’impossibilista (marxista)’’, io personalmente probabilmente propendo maggiormente per la prima

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  10. E’ importante considerare che ai tempi di Marx lo sviluppo delle forze produttive non permetteva ancora la realizzazione della società socialista. Da diversi decenni invece esso lo permette e la cosiddetta dittatura del proletariato è diventata anacronistica. Serve andare al potere nei vari paesi non per governare, ma per catturare il macchinario dello Stato, comprese le sue forze armate, e permettere così alla vasta maggioranza consapevolmente socialista di abolire immediatamente il capitalismo assieme allo Stato e realizzare la società socialista.

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