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domenica 28 novembre 2021

Cosa succede quando c'è una maggioranza socialista?

Non sarà il Partito Socialista come organizzazione separata dalla classe lavoratrice ad avere una maggioranza parlamentare, ma la classe lavoratrice di mentalità socialista. Saranno i lavoratori che avranno conquistato il controllo politico e i parlamentari socialisti saranno i loro delegati. Ciò presuppone una maggioranza socialista al di fuori del parlamento, che si sarà organizzata non solo in un partito politico socialista, ma anche in luoghi di lavoro pronti a mantenere in corso una produzione utile. Inoltre, ci sarebbero movimenti simili con il controllo del potere politico o che sarebbero vicini ad averlo in altri paesi capitalisti avanzati. 

Quindi cosa farebbe la maggioranza dei delegati socialisti? La ragione principale per entrare in parlamento, come organo centrale eletto per la legislazione, è quella di essere in grado di controllare la macchina del governo; non allo scopo di formare un governo come sotto il capitalismo, ma, come minimo, per impedire che i poteri dello stato vengano usati contro il movimento per il socialismo. Inoltre, poiché lo Stato non è solo il potere pubblico della coercizione, ma anche il centro dell'amministrazione sociale, si userebbe questo aspetto per coordinare la rivoluzione sociale dal capitalismo al socialismo e per mantenere in vita i servizi amministrativi essenziali.

venerdì 30 dicembre 2016

Come potrebbe essere il socialismo?

Il socialismo sarà una società globale basata sulla proprietà comune e sul controllo democratico delle risorse naturali e industriali del mondo. Ma ciò come potrebbe funzionare? Come saranno interessati la produzione, il processo decisionale e la cultura?

La produzione

Ci sarà una completa trasformazione nel calcolo delle risorse, e nelle collegate produzione e distribuzione. Nel capitalismo gli articoli della ricchezza (merci) sono prodotti per essere venduti e acquistati sui mercati, per un profitto. Questo commercio di merci genera: sprechi; inquinamento ed esternalità; sovrapproduzione e sottoproduzione; obsolescenza programmata; quantità a scapito della qualità; crisi e boom economici; povertà nell’abbondanza; occupazione per alcuni e spreco di potenzialità umane per i più; e ricchezza oscena per pochi.

Senza produzione di merci e senza commercio non ci saranno nessun valore di scambio e nessun prezzo, solo i dati di input e di output delle risorse e dei bisogni umani. Il processo decisionale avrà lo scopo di assicurare che ci sia sufficiente controllo delle scorte per soddisfare le esigenze proiettate attraverso il calcolo in natura.

Questo processo decisionale comprenderà anche: valutazioni di impatto ambientale; elevato standard di controllo di qualità e di durata; riciclaggio positivo - dove i prodotti saranno deliberatamente progettati in modo da garantire che durino più a lungo e quando avranno perso la loro utilità tutte le loro componenti saranno facilmente riciclati in altri prodotti utili; e le distanze di trasporto per la distribuzione dei beni in modo che sia utilizzato il percorso più breve possibile. Tale efficienza di calcolo assicurerà che l’energia richiesta dalla produzione di beni e servizi sarà mantenuta al minimo e promuoverà l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili [e pulite].    

Il processo decisionale

In questo ambito il sistema sarà una democrazia partecipativa con l’uso di delegati. Nel capitalismo i partiti politici rappresentano interessi campanilistici, all’interno della classe capitalista. Tutti questi partiti sono in competizione per il controllo politico dello stato e del suo apparato di governo. Senza interessi di classe da rappresentare quando ci sarà la proprietà comune, non ci saranno partiti politici o apparato statale. Ciò nonostante, le questioni principali saranno gestite con decisioni prese su ciò che è il miglior modo di agire per ottenere un esito positivo.

Un processo decisionale dal basso che richiede partecipazione volontaria non può essere imposto da una gerarchia o da un’avanguardia, altrimenti il concetto diventa privo di significato. La struttura base è costituita dalle assemblee di comunità o di quartiere, riunioni faccia a faccia in cui i cittadini si riuniscono per discutere e votare sulle questioni del giorno, ciò non significa che sarà necessario votare su ogni questione in quanto la maggior parte del lavoro quotidiano svolto sarà di routine. Queste assemblee eleggeranno dei delegati con mandato e revocabili che poi si collegheranno con altre assemblee formando un consiglio confederale, una “comunità di comunità”. La differenza tra questa forma di democrazia con delegati e la nostra attuale forma di democrazia rappresentativa è che in quest’ultima il potere è dato quasi interamente al rappresentante che poi è libero di agire di propria iniziativa. In una democrazia con delegati l’iniziativa è imposta dal corpo elettivo e il delegato può essere richiamato in qualsiasi momento nel caso in cui il corpo elettivo sentisse che il suo mandato non fosse seguito, quindi il potere rimane al popolo.

La cultura

A causa dell’impatto della proprietà privata sulla comunità globale ci sarà perfino più di un incremento nelle scelte e nelle possibilità culturali di quanto ce ne siano sotto il capitalismo. Senza le restrizioni dei rapporti sociali conformati alla proprietà privata, gli individui e le comunità saranno in grado di concentrarsi su una celebrazione continua della libertà di espressione – che porterà a un incremento delle diversità culturali.

Le attività ricreative probabilmente aumenteranno nella portata e diminuiranno in termini di dimensioni. Attualmente, i pacchetti vacanza sono il modo più economico di prendere una pausa dalla fatica e dalla monotonia della linea di produzione o dell’ufficio, sono la forma più popolare di vacanza.  

Nel socialismo, dove il principio del libero accesso è alla base della proprietà comune dei mezzi di vita, le nostre possibilità e scelte su viaggi e vacanze sarebbero estese e influenzate dal contributo positivo che possiamo dare alla località che stiamo visitando. E con i pacchetti vacanza e il turismo di massa diventati una cosa del passato, è probabile che le vacanze nel socialismo non sarebbero limitate entro un arco di tempo che va dai 10 ai 14 giorni di edonismo frenetico, ma trasformate in una opportunità unica di soggiornare in un luogo particolare per tutto il tempo necessario per capire la storia e la cultura della regione.

La natura umana

Ma tutto questo non sarebbe contro la natura umana? No. I socialisti fanno una distinzione tra la natura umana e il comportamento umano. Che le persone siano in grado di pensare e di agire è un fatto di sviluppo biologico e sociale (natura umana), ma come esse pensino e agiscano è il risultato di specifiche condizioni sociali storiche (comportamento umano). La natura umana cambia, se non del tutto, su vasti periodi di tempo; il comportamento umano cambia in base alle condizioni sociali mutate. Il capitalismo essendo essenzialmente competitivo e predatore, produce modi di pensare e di agire viziosi e competitivi. Ma noi esseri umani siamo in grado di cambiare la nostra società e di adattare il nostro comportamento, e non vi è alcun motivo per cui il nostro desiderio razionale per il benessere e la felicità umani non dovrebbe permettere di realizzare e gestire una società basata sulla cooperazione. 

I bisogni hanno una dimensione fisiologica e storica. I bisogni fisiologici primari derivano dalla nostra natura umana (per es. il cibo, il vestiario e il riparo), ma i bisogni storicamente condizionati derivano dallo sviluppo delle forze produttive. Nel capitalismo i bisogni sono manipolati dall’imperativo di vendere merci e accumulare capitale; i bisogni fisiologici primari quindi assumono la forma storicamente condizionata di “bisogni” come per qualsiasi altra cosa che i capitalisti possono venderci.

L’evoluzione sociale suggerisce che nessun modo di produzione è scolpito nella pietra e che dinamiche del cambiamento riguardano anche il capitalismo come sistema sociale. Studi dei sistemi sociali con rapporti sociali distinti legati e corrispondenti al loro specifico modo di produzione hanno identificato, per esempio, il comunismo primitivo, la schiavitù, il feudalesimo e il capitalismo. Tutte queste società mutarono da una a un’altra a causa delle contraddizioni insite in quella società e anche a causa dello sviluppo tecnologico a cui ogni società non è stata in grado di adattarsi. Il capitalismo ha raggiunto questo punto più di un secolo fa. È il momento di passare al socialismo.

(Traduzione da The Socialist Standard, ottobre 2016)

venerdì 27 settembre 2013

Socialismo Mondiale n. 0

Perché Socialismo Mondiale? Perché il sistema socio-economico dominante, il capitalismo, é un sistema che non funziona. Come non hanno funzionato e non funzioneranno tutti i tentativi di migliorarlo. Questa non è solo un'opinione ma vi sono più di due secoli di storia a dimostrarlo. Per sua natura il capitalismo risponde prima di tutto al profitto generando "anarchia" nella produzione, che è la causa delle crisi cicliche del sistema stesso. Mentre la gente continua ad avere sempre gli stessi bisogni base: sfamarsi, vestirsi, avere un tetto sotto il quale rifugiarsi, questo sistema fatto di interessi, affitti, prestiti, magri stipendi e disoccupazione non si cura di tali bisogni, calpestando ogni dignità umana.
 "il denaro, il fango ed il sangue scorrono insieme...L'aristocrazia finanziaria (n.d.r. i banchieri, i cavalieri del lavoro etc), nelle sue forme di guadagno come nei suoi piaceri, non è altro che la riproduzione del sottoproletariato (n.d.r. inteso qui come delinquenti e prostitute) alla sommità della società borghese". Questo lo scriveva Karl Marx nel 1850, ma sembra che nulla sia cambiato. Di fronte a questo lerciume la borghesia grida alla corruzione e invece di inveire contro il sistema economico che ne è la causa si rivolta contro il malcostume della classe politica. Cari lavoratori, ripulire la classe politica è un buon esercizio d'intrattenimento di massa, che ci mostra solo quel che sappiamo già, ovvero, che la classe politica altro non è che una cricca al soldo del potere economico. Quel che veramente deve cambiare è l'amministrazione dei mezzi di produzione e la distribuzione dei prodotti. Noi lavoratori di tutto il mondo dobbiamo unirci nella lotta per un sistema dove ognuno contribuisca secondo le proprie capacità e riceva secondo i propri bisogni. Noi non crediamo che una minoranza illuminata ci possa portare, come una mandria, verso i verdi pascoli del socialismo. Il socialismo è un sistema democratico e così deve essere il suo movimento costituente. La rivista Inglese Socialist Standard ha rappresentato e rappresenta un baluardo di questo modo di pensare. Quindi è con gran piacere che presentiamo questa raccolta di traduzioni di articoli tratti da questa storica rivista. Se siete interessanti in un mondo migliore spendete un po' del vostro tempo a leggere questi articoli, e contattateci pure per condividere la vostra opinione. 

sabato 9 febbraio 2013

Un capitalismo nazionale o un socialismo mondiale?

Questo mese milioni di elettori italiani sono chiamati a votare per le elezioni nazionali. Saremo di fronte a una scelta di candidati apparentemente vasta – liberali, ex democristiani, repubblicani, nazionalisti, razzisti, leghisti, ex fascisti, socialdemocratici, verdi, ex comunisti, trotzkisti e altri sinistroidi che asseriscono di essere socialisti – ma di fatto tutti loro puntano a mantenere, in una forma o in un’altra, il sistema capitalista della padronanza statale o privata e della produzione per il profitto. 
Le differenze tra loro sono attinenti al modo in cui si amministra questo sistema. Alcuni vogliono più intervento statale, alcuni ne vogliono di meno; ma nessuno vuole andare oltre il sistema retribuzioni-prezzi-profitti. Tutti vogliono mantenere la produzione per il mercato, acquisto e vendita, denaro e lavoro per i salari/stipendi. Nessuno di loro – perfino quelli che si definiscono “socialisti”– stanno per il socialismo nel suo originale significato di una società basata sulla proprietà comune e sul controllo democratico, con produzione per uso senza profitto e con una distribuzione senza denaro in concordanza con il principio “da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni”.