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martedì 3 dicembre 2024

Turismo cosmetico

Un recente titolo del Daily Mirror recitava "Mamma di cinque figli muore dopo un trattamento di lifting dei glutei". Spiegava come Alice Delsie Preet Webb non si fosse ripresa da un'operazione eseguita da un medico non registrato che prevedeva l'iniezione di acido ialuronico e filler dermici nel fondoschiena (un cosiddetto "lifting brasiliano dei glutei"). Questa apparentemente era la prima volta che qualcuno nel Regno Unito moriva a causa di questa procedura. Ma, come confermato in un recente articolo sul "turismo estetico" sul Times di Sarah Ditum, tali esiti sono molto più comuni quando le persone (in gran parte donne) decidono di fare una vacanza all'estero e allo stesso tempo sottoporsi a interventi chirurgici economici su varie parti del corpo che ritengono bisognose di miglioramento. Ha fatto riferimento a un sito web che pone la domanda: "Perché non sfruttare appieno le incantevoli spiagge e il sole, dedicando un po' di tempo alle cure dentistiche?" 

Il problema è che a volte va male e le persone finiscono con denti storti, un sorriso storto, seni di dimensioni non uniformi, pieghe addominali, e anche peggio. Infatti, dal 2019, come ci dice l'articolo, "almeno 28 turisti sanitari britannici sono morti dopo un trattamento in Turchia". E questo senza contare il numero molto più grande di coloro che tornano a casa con complicazioni che poi devono cercare di far risolvere dal NHS [servizio sanitario nazionale]. Naturalmente, molte delle migliaia di persone che lo fanno ogni anno sono fortunate e per loro va come vorrebbero. Ma è sicuramente una scommessa e, secondo l'articolo, il motivo per cui le donne sono disposte a correre questa scommessa è che vogliono essere, come dice l'articolo, "la versione migliore di se stesse" e non "al di sotto degli standard". E, dato il costo proibitivo di tale intervento nel Regno Unito da parte di professionisti medici regolamentati, non vedono altra alternativa che cercarlo a un prezzo più basso in paesi meno regolamentati: Tailandia, Messico, Slovacchia o, la destinazione più comune, la Turchia.

martedì 3 aprile 2012

Al profitto non interessa la gente o l’ambiente ma il profitto

Riportiamo degli estratti dal discorso tenuto dal Prof di Economia alla New School University di New York Anwar Shaik (The Global Economic Crisis and its Implications)

[La corrente crisi è parte di un modello vecchio e ricorrente, vecchio e ricorrente solo all’interno del capitalismo perché’ come espressione di quelle che Marx chiamava, le leggi del moto del capitalismo (n.d.a. le leggi generali dell’accumulazione capitalistica)], […scordiamoci dell’idea che la crisi dei prestiti negli Stati Uniti è stata la causa della presente crisi, è stata solo la scintilla non la causa, la causa immediata fu l’enorme bolla creditizia che la precedette di decenni, che incluse in se la bolla tecnologica, la così detta bolla dot com.]. Ora […stiamo vivendo una crisi strutturale][…siamo entrati in una grande depressione non per il fallimento della politica, ma perché’ questo è il modello caratteristico di un’economia capitalista dinamica di successo].
[...Il capitalismo non è spinto dalle vendite ma dal profitto, la domanda è effettiva quanto è proficua], […il capitalismo è spinto dal saggio netto di profitto che Marx chiama saggio di profitto d’impresa], considerando che […il saggio d’interesse è l’opportunità di un ritorno passivo], […quello che importa è il grado per il quale il profitto sia più grande di questo ritorno passivo] e […Questo spinge l’accumulazione capitalistica].[…Quando l’ammontare di profitto netto per l’interesse aggiustato per l’inflazione inizia a stagnare significa che il sistema è nei guai].
E’ chiaro che il capitalismo ha in se contradizioni intrinseche in quanto […l’accumulazione è spinta dalla profittabilità] e allo stesso tempo […l’accumulazione diminuisce la profittabilità (il saggio di profitto cade)]. In conclusione […Questo sistema spinto dal profitto nel quale tutte le altre leggi sono subordinate alle leggi del profitto] e per questo […il sistema non è spinto da cosa è necessario per la gente, non è guidato da cosa è necessario per l’ambiente, è spinto da cosa e necessario per il profitto].

sabato 4 giugno 2011

Il sistema del profitto

Pochissime persone negherebbero che lo stato attuale del mondo lasci molto a desiderare. L’umanità barcolla da una crisi all’altra – un continuo susseguirsi di guerre, carestie, depressioni, repressioni…
Il capitalismo ha sviluppato un’enorme capacità produttiva, ma la sua organizzazione e i suoi rapporti sociali causano problemi estremamente seri e lo rendono incapace di soddisfare i bisogni fondamentali della sua gente.

Un vasto ammontare delle risorse del mondo è speso nella produzione di armi da guerra, da pallottole e baionette ad armi nucleari e chimiche. Accanto a queste armi vi sono le forze armate che ogni stato organizza, veste, nutre, addestra e schiera. Questo è uno spreco massiccio di sforzi umani; è tutto volto ad essere distruttivo e niente a creare qualcosa di utile per gli esseri umani.

In un mondo che potrebbe produrre più che a sufficienza per nutrire e prendersi cura della sua popolazione milioni di persone sono senza abitazione e decine di milioni muoiono ogni anno perché non hanno abbastanza da mangiare o per mancanza di opportuno trattamento medico. Nulla di tutto questo è necessario. Succede mentre i coltivatori in Europa e nel Nord America sono pagati per tenete la terra incolta; talvolta perfino il cibo che è stato prodotto viene distrutto o lasciato marcire. Ciò ha senso per la logica del profitto, ma in termini di interessi umani è selvaggiamente folle.

L’ambiente è sempre più minacciato dall’inquinamento e dalla distruzione di alcune delle sue caratteristiche vitali naturali ed ecologiche. Sentiamo avvertimenti ben informati di un disastro incombente, se non agiamo per sradicare il problema, ma questi avvertimenti sono sempre affrontati con l’obiezione che salvare l’ambiente può essere un’attività costosa e a danno del profitto. Non sarebbe necessario per l’industria e l’agricoltura espellere sostanze nocive nell’aria, nella terra, nei fiumi e nei mari. Fanno questo oggi perché l’inquinamento è visto come la scelta più economica, il che significa più profitti facili, e in una società dove il profitto è la motivazione dominante per la produzione quella è una giustificazione sufficiente per non tenere in nessun conto il benessere umano.

Questi sono alcuni esempi di come il capitalismo opera contro gli interessi delle persone del mondo. In contrasto, come spiegano gli articoli di questa rivista, il socialismo avrà rapporti sociali, motivi per la produzione e concetti fondamentalmente  differenti riguardo agli interessi e alla sicurezza degli esseri umani.

Tutti i programmi che attualmente sono avanzati dai politici di professione per occuparsi dei problemi del capitalismo con le riforme sono destinati a fallire a causa del loro metodo essenzialmente frammentario. Tentano di trattare i sintomi invece di procedere per la causa basilare. Ecco perché, dopo un secolo o più di riformismo, i problemi dei quali i riformisti reclamano di occuparsi sono ancora qui.
È necessario un cambiamento molto più radicale e fondamentale per creare la struttura all’interno della quale questi problemi possano essere risolti.

(Traduzione da Socialist Standard, maggio 2005)

domenica 23 gennaio 2011

Il capitalismo e altri giochi da bambini

Il film, prodotto dal Movimento Socialista Mondiale nel 2005, cerca di spiegare in modo razionale e non ideologico il modo in cui viviamo oggi e suggerisce una possibile alternativa. Sottotitoli in italiano a cura di Gian Maria Freddi (traduzione) e Claudio M. (inserimento).